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martedì 7 maggio 2019

Come Sfamare 10 Miliardi Di Persone Nel 2050 Senza Distruggere La Terra


Entro il 2050, ci saranno 10 miliardi di persone sulla terra e il reddito globale aumenterà fino quasi a triplicare (complessivamente, teniamo conto che MOLTE persone oggi giorno muoiono di fame e sete). 

Nutrire più persone con più possibilità economiche a disposizione aumenterà le pressioni ambientali, già forti, sul pianeta dal sistema alimentare globale tra il 50 e il 92%. 

Se non verrà fatto nulla in merito, quelle pressioni spingeranno la Terra "oltre i confini planetari che definiscono uno spazio operativo sicuro per l'umanità".




Questo è il punto di partenza di un recente importante studio pubblicato su Nature che è il primo a quantificare in che modo la produzione e il consumo di cibo influisce sulla capacità del pianeta di sostenere la vita umana.

Il sistema alimentare ingurgita risorse planetarie ed influenza la salute del pianeta Terra in quattro modi principali: 

1. È un importante (probabilmente il maggiore) fattore del cambiamento climatico

2. Le modifiche all'utilizzo del suolo richieste per l'agricoltura portano a perdita di biodiversità. 

3. L'agricoltura necessita di davvero molta acqua. 

4. L'azoto e il fosforo contenuti nei concimi inquinano terra e acqua.

Fortunatamente, lo studio ha anche tracciato una via d'uscita da questo pasticcio in cui l'umanità si è messa.



"Nutrire una popolazione mondiale di 10 miliardi di individui è possibile, ma solo se cambiamo il modo in cui mangiamo e il modo in cui produciamo il cibo", ha detto a The Guardian il professore Johan Rockström dell'Istituto di Potsdam per la ricerca sull'impatto climatico. "Rendere più green il settore alimentare o far fuori il nostro pianeta: questo è ciò che è nel menu oggi." 

I ricercatori hanno scoperto che rendere più sostenibile il settore alimentare dipende da tre importanti cambiamenti in ciò che mangiamo e come lo produciamo.


Per mantenere il riscaldamento al di sotto di due gradi Celsius sopra i livelli preindustriali, il mondo dovrà cambiare il modo in cui mangia. Ciò significa che sarà diverso per la popolazione in generale e per le persone in paesi ricchi come gli Stati Uniti, ma nel complesso i ricercatori hanno raccomandato una dieta "flessibile" che eviti la carne a favore di legumi e noci. 

Per le persone che vivono nelle aree agiate occidentali, ciò significa, in parole povere: 

1. Mangiare il 90% in meno di manzo, maiale e agnello 
2. Mangiare il 60% in meno di pollame, latte e zucchero 
3. Mangiare cinque volte di più le lenticchie 
4. Mangiare quattro volte di più frutta secca e semi



2. Scarti alimentari

Non conta solo ciò che mangiamo, ma anche quanto buttiamo via dalle nostre tavole. I ricercatori hanno scoperto che ridurre la quantità di scarti alimentari del 50% ridurrebbe gli impatti ambientali dell'agricoltura del 16%, ha riportato BBC News.

"Affrontare la perdita e lo spreco di cibo richiederà misure attraverso l'intera catena alimentare, dallo stoccaggio e al trasporto, dall'imballaggio alimentare, all'etichettatura, ai cambiamenti nella legislazione e nei comportamenti commerciali che promuovono catene di approvvigionamento a rifiuti zero", ha dichiarato a BBC News Fabrice de Clerck, il direttore di scienza al think tank del sistema alimentare EAT, che ha finanziato lo studio.






3. Agricoltura

Al fine di ridurre l'impatto ambientale della produzione alimentare, le stesse tecniche agricole devono essere modificate. Lo studio ha raccomandato di aumentare i raccolti su terreni coltivati esistenti, migliorando l'uso e lo stoccaggio delle risorse idriche e riducendo o riciclando i fertilizzanti. 

I cambiamenti agricoli richiesti significano che alterare il nostro sistema alimentare in meglio non è solo una questione di scelta del consumatore. 

"Le persone possono fare la differenza a livello personale cambiando la propria dieta, ma anche bussando alle porte dei politici e chiedendo regolamenti ambientali migliori, anche questo è molto importante. Non lasciate che i politici lascino tutto com'è", ha detto a The Guardian il capo della ricerca e scienziato dell'Università di Oxford, Marco Springmann.




Mi chiamo Luca, creatore del blog Siamo Vita. Penso che fondere psicologia e spiritualità possa aiutarti a creare una vita più felice. 
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