C’è un momento, prima o poi, in cui ti avvicini al tuo cane per una coccola e senti un odore “strano”, oppure noti che scuote la testa più del solito. E lì scatta la domanda: sto pulendo le orecchie nel modo giusto, o rischio di fare peggio?
Perché la pulizia fa la differenza
Le orecchie del cane non sono tutte uguali: alcune sono aperte e ben ventilate, altre sono pendenti, pelose, più umide. In queste condizioni cerume e detriti possono accumularsi facilmente, creando un terreno favorevole a irritazioni e, nei soggetti predisposti, a episodi di otite. La buona notizia è che una pulizia corretta, fatta con i prodotti adatti e senza fretta, aiuta davvero a prevenire problemi ricorrenti.
Prima di tutto: ispezione e “semafori rossi”
Prima ancora di prendere il flacone del detergente, prenditi 30 secondi per guardare. È il passaggio che molti saltano, e invece è quello che ti dice se puoi procedere o se è meglio fermarti.
Controlla:
- Padiglione auricolare: arrossamento, crosticine, gonfiore.
- Interno visibile: cerume scuro, detriti, cattivo odore.
- Comportamento: il cane si ritrae, piagnucola, sembra dolorante?
Fermati e chiama il veterinario se noti:
- Pus, sangue o secrezioni dense
- Forte dolore o prurito insistente
- Corpi estranei (per esempio spighe)
- Gonfiore improvviso o orecchio “a sventola” caldo e teso
Scegliere il detergente giusto (qui non si improvvisa)
La regola più semplice è questa: usa solo soluzioni detergenti auricolari specifiche approvate dai veterinari. Sono formulate per sciogliere il cerume, rispettare il pH e detergere senza aggredire la cute delicata del condotto.
Esempi comuni includono detergenti veterinari come EpiOtic, ma il punto non è la marca, è la tipologia: prodotto auricolare per cani, indicato dal veterinario o comunque pensato per quell’uso.
Meglio evitare rimedi “fai da te” come alcool, acqua ossigenata, aceto o oli, perché possono irritare, alterare l’equilibrio del condotto e rendere tutto più sensibile.
Procedura passo dopo passo (il metodo che funziona davvero)
Preparati con:
- detergente auricolare veterinario
- garze in TNT o dischetti di cotone
- qualche snack per premiare
- un asciugamano (opzionale, ma spesso utile)
Poi segui questi passaggi, con calma:
Sistema il cane in modo comodo e sicuro
Io trovo che funzioni bene un angolo tranquillo, voce dolce e qualche bocconcino “di apertura”. L’obiettivo è farlo restare sereno.Solleva delicatamente il lembo dell’orecchio
Se ha orecchie pendenti, apri bene il padiglione per esporre l’ingresso del canale.Instilla il detergente nel condotto uditivo
Inserisci il beccuccio solo quanto basta per direzionare il liquido, senza spingere. Non spaventarti se il cane prova a scuotere la testa, è normale.Massaggia la base dell’orecchio per 10-20 secondi
Pollice e indice alla base, movimenti morbidi. Spesso sentirai un piccolo “schiocco”, è un buon segno: la soluzione sta lavorando e scioglie i detriti.Lascia che scuota la testa
È il suo modo naturale di espellere l’eccesso. Sì, può schizzare un po’, ecco perché l’asciugamano salva la giornata.Pulisci solo ciò che vedi, senza andare in profondità
Usa garza o dischetto per rimuovere liquido e sporco all’ingresso del condotto, indicativamente entro un centimetro.
Importante: mai cotton fioc, perché possono spingere il cerume più dentro e causare microlesioni.Ripeti sull’altro orecchio e premia
Chiudi con carezze e snack. Il rinforzo positivo trasforma la pulizia in una routine accettabile, a volte persino “attesa”.
Ogni quanto pulire?
Non esiste una frequenza uguale per tutti. In generale:
- se c’è cerume visibile o odore, può essere il momento
- cani con orecchie pesanti o predisposizione a otiti possono aver bisogno di pulizie più regolari
- dopo bagni o nuotate, controllare e asciugare l’esterno aiuta
Se hai dubbi, chiedi al veterinario di mostrarti la tecnica e di consigliarti la frequenza ideale per il tuo cane, è una di quelle piccole abitudini che, nel tempo, fanno una differenza enorme anche sul comfort quotidiano. E quando vedi che lui si rilassa e smette di grattarsi, capisci subito che ne valeva la pena.

